di Fabio Casadei Turroni www.fabiocasadeiturroni.net
D: Come hai fatto a regredire così verosimilmente alla fanciullezza, nella mente di Paolo Bonato, il bimbo protagonista?
R: Credo che mi abbia aiutato molto il fatto di soffrire di quella che viene comunemente definita la ‘sindrome di Peter Pan’ e i ricordi della mia fanciullezza, serena e vissuta in armonia con il mondo che mi circondava.
D: Le descrizioni di Paolo sono caratterizzate dall’avverbio ‘mollemente’, riservato solo a lui: credi che i gay abbiano qualcosa d’inevitabilmente dolce o femmineo?
R: Non credo si possa generalizzare, ma in un certo senso sono convinto che sia così. La scelta dell’aggettivo ripetuto in diverse occasioni doveva definire un carattere sensibile, più che femmineo (continua).










